A Napoli può capitare anche di essere chiamati terroni per una macchinetta dei biglietti che non dà il resto. È accaduto domenica scorsa all’ex presidente della Seconda Municipalità, Alberto Patruno.
"Avevo deciso di scendere dal Vomero al Centro per far una passeggiata - racconta Patruno a Il Giornale di Napoli - . Arrivato alla stazione della funicolare centrale, avevo dimenticato che le biglietterie automatiche non danno il resto, e così ho iniziato a fare il giro per trovare una biglietteria aperta".
A questo punto inizia la disavventura di Patruno: "Prima provo con moneta in carta, ma non l'accetta. Esco in piazza Fuga, ma trovo utti chiusi. A questo punto decido di prendermi un caffè per cambiare i soldi, rientro e scopro che non prendono neanche le monete di due euro".
"Nel frattempo arriva un gruppo di turisti che cercano di capire come far anche loro i biglietti. Provano a chiedere aiuto agli addetti dell’Anm all'entrata ma dall’altra parte nessuna risposta. Così - conclude Patruno - uno si arrabbia e dice “poi li chiamiamo terroni e si offendono”. Insomma, disservizio a parte, oltre al danno anche la beffa di essere additati come “terroni”.
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1 Commenti
FeedGiuseppe allora a parte che qusti turisti sono dei veri imbecilli che spero se ne siano andati immediatamente dalla nostra città in quanto è capitato anche a Milano di non trovare biglietti, il fatto è comunque vergognoso non è possibile che in estate diventi una avventura anche trovare un biglitto ma dico io perchè non si assume personale stagionale alle biglietterie in mese di luglio ed agosto?